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Salve a tutti,
vi ripropongo un mio articolo pubblicato la primavera scorsa riguardo la formazione della muffa in casa. Il motivo? Sempre più spesso mi capita di incontrare soluzioni miracolose del tipo pitture o altri composti che vantano di risolvere definitivamente il problema, ma che in realtà non è cosi.
Nell'articolo spiego il perchè si forma la muffa, i potenziali rischi alla salute, e gli interventi giusti per risolvere definitivamente il problema. Inoltre in fondo alla pagina alla voce "articoli correlati" potete leggere tutti gli articoli riguardo risparmio energetico, detrazioni fiscali, APE ed altro, da me scritti e pubblicati su questo sito.
Buona lettura!

Soluzione semplice e definitiva

L’inverno è ormai passato e come ogni anno si è ripresentata all’interno di casa vostra la muffa; in bagno, in camera da letto, in cucina, oppure altre stanze . Nei prossimi mesi vi tocca nuovamente chiamare l’imbianchino per ritinteggiare, con  tutto ciò che ne consegue, polvere, teli e ripulire tutto. La domanda che vi ponete è sempre la stessa: “perché la muffa si ripresenta puntualmente e come posso eliminarla definitivamente?” Ammetto che l'argomento è complesso, ma come al solito affinchè sia comprensibile, sopratutto ai non addetti, eviterò il più possibile tecnicismi, quindi spero di riuscire nell’intento e che possa rispondere alla vostra domanda.

Perchè si forma la muffa

Vediamo innanzitutto di capire perché si forma la muffa. Molti attribuiscono il fenomeno al fatto che le pareti non respirano più. Niente di più sbagliato! Le pareti non respirano e mai hanno respirato. La muffa è una conseguenza della condensa superficiale che si genera in “particolari” condizioni e punti delle pareti che confinano con l’esterno e di solito poco arieggiate. Su questi punti il flusso termico è maggiore, tecnicamente si chiamano  ponti termici, che si dividono in due tipi:

  1. Il primo è legato alla forma dell’involucro del vano, come la variazione della geometria, per esempio in corrispondenza degli angoli, come le giunzione tra soffitto e parete o tra pavimento e parete oppure tra parete e parete, altro punto critico è in corrispondenza dell’infisso;
  2. Il secondo è legato alla struttura o meglio alla disomogeneità del materiale che compone la parete o solaio. Tipico fenomeno nelle strutture intelaiate in cemento armato e pareti in laterizio. Per esempio le giunzioni tra pilastri o travi e parete in laterizi. Nulla toglie che nello stesso punto possono coincidere entrambe le tipologie di ponte termico.

Ora vediamo come fa a generasi il ponte termico. A questo punto sono chiare due cose: la prima è che in  corrispondenza del ponte termico aumenta la portata del flusso termico verso l’esterno, quindi aumenta la dispersione termica. La seconda è che in corrispondenza del ponte termico si abbassa la temperatura superficiale della parete interna. Resta da considerare un altro elemento che è fondamentale; questo è l’umidità o meglio il vapore acqueo all’interno di casa (normale se la casa è abitata). Ora se il vapore acqueo entra in contatto con il ponte termico, che è più freddo del resto della parete, si forma la condensa superficiale. Dalla condensa alla muffa la strada è breve.

Quali rimedi

Il mercato offre diverse soluzioni come pitture miracolose che dovrebbero risolve definitivamente il problema, ma niente di più inefficace, prima o poi si ripresenterà. Lo stesso succede con l’utilizzo di deumidificatori o ventilatori. La soluzione sicura e definitiva è quella di correggere il ponte termico. Bisogna posare sul ponte termico, lato interno o esterno, uno strato d’isolante in modo da limitare il flusso termico ed evitare che la temperatura superficiale si abbassi particolarmente.

Chiaramente, affinché l’intervento possa essere effettuato con la certezza di risolvere definitivamente il problema, deve essere elaborato secondo la norma UNI TS 11300-1:2014  specifica le norme per il calcolo dei ponti termici, le norme UNI EN ISO 10211:2008 e UNI EN ISO 14683:2008 specifica le modalità di calcolo. Questo cosa significa, che per risolvere il problema è meglio non improvvisare. Per prima cosa è fondamentale effettuare un’analisi termografia della parete con termo camera, in modo da individuare con certezza la dimensione del ponte termico; e per secondo con un software simulatore elaborare la soluzione più indicata facendo le opportune verifiche. Nell'immagine accanto un esempio di calcolo e simulazione di correzione di ponte termico con software specifico, vediamo che in questo caso con un isolante posto all'esterno della parete si risolve il problema. Nelle foto fatte con termocamere si vedono chiaramente i punti critici (il colore tendente al rosso  indica la maggiore dispersione). Nella prima si distingue l’intelaiatura in cemento armato (travi, pilastri, solaio). Nella seconda è riferita ad un solaio e si distinguono chiaramente i travetti in cemento armato dalle pignatte in laterizio e la trave.

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Effetti negativi causati dai ponti termici

Gli aspetti negativi sono diversi:

  • Dispersione termica, conseguente consumo di combustile (l’incremento di consumo potrebbe raggiungere ed in alcuni casi superare il 20% in più);
  • Riduzione del comfort termico dovuto alla differenza di temperature tra parete e ponte termico;
  • Aspetti igienici e sanitari. La muffa potrebbe provocare allergie, infezioni delle vie respiratorie, dermatiti, ed altri problemi.

Facendo riferimento agli articoli precedenti questa tipologia d'intervento potrebbe usufruire delle detrazione fiscali previste dalla legge finanziaria 2018.

Spero che questo mio piccolo contributo sia stato di vostro gradimento ed utilità.

Chi volesse effettuare un’analisi mediante termo camera, oppure chiarimenti può contattarmi senza impegno.

Grazie per l’attenzione

CEE Pio Caracciolo  (DPR 75/2013) 
Certificatore e Esperto Consulente Energetico
Progettazione - APE -  Diagnosi energetiche
San Marco Argentano, Cosenza, Calabria

 

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Tanto tuono che piovve

Finalmete da qualche giorno è attivo il tanto atteso sito dell'ENEA per comunicare gli interventi di ristrutturazione e recupero edilizio e fruire della detrazione   IRPEF del 50%. La comunicazione è prevista per gli interventi  effettuati dal 1/1/2018 al 31/12/2018 a seguito dei quali si ottiene un risparmio energetico e/o utilizzo di fonti rinnovabili, e che la legge finanziaria 2018 ha previsto l'obbligo di inviare comunicazione all'ENEA. Come dicevo è attivo da qualche giorno il portale on-line attraverso il quale dovranno essere comunicati i dati tecnici relativi agli interventi appena citati realizzati e terminati nel 2018. La trasmissione dei dati dovrà avvenire entro 90 giorni dalla fine lavori o  collaudo. Poiché il sito è attivo dal 21/11/2018, per i lavori conclusi tra il 1/1/2018 ed il 21/11/2018 il termine di 90 giorni decorre dal 21/11/2018.

Nella tabella sono elencati e sintetizzati gli interventi edilizi e tecnologici da comunicare obbligatoriamente all'ENEA per fruire della detrazione fiscale IRPEF del 50%. Nonostante sono interventi di recupero edilizio e rinnovo impiantistico che in buona parte non hanno bisogno di verifiva preliminare, resta sempre valido il concetto, ond'evitare di spendere soldi senza ottenere risultati, prima di effettuare opere di questa tipologia, sarebbe meglio effettuare una diagnosi energetica sull'edificio da un consulente energetico esperto.

Per informazioni su cosa è la diagnosi energetica e/o come poter fruire dell'incentivo, potete  contattarmi senza impegno.  Vi suggerisco di leggere qui sotto gli articoli correlati al risparmio energetico cliccanto sul link.

Vi ringrazio per l'attenzione e buona giornata.

CEE Pio Caracciolo
Certificatore Energetico Edifici (DPR 75/2013)
Consulenze Energetiche e progettazioni
c.da Ponticello n. 10 - 87018 San Marco Argentano
prov. Cosenza - Calabria
Tel. 347.3908774      e-mail:  caracciolo@piocaracciolo.it
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Bolletta gas e luce  -  Ecobonus in arrivo il decreto detrazioni fiscali  -  Facile e conveniente detrazione fiscale  -  Guida alla comprensione  dell'APE  -  Uffa di nuovo la muffa  -  Semplice riqualificazione energetica  -  Ecobonus 2018

 

 

BANDO DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI COSENZA  Il contributo è a supporto delle micro, piccole e medie imprese, per l'efficientamento energetico  e riuso dei materiali attraverso l'assegnazione di voucher.

Tipologia d'interventi:

-  Investimenti mirati al risparmio e all'efficienza energetica, su impianti, ed illuminazione;
-  Acquisto di nuovi impianti e macchinari;
-  Investimenti finalizzati al risparmio energetico su macchinari ed impianti esistenti;
-  Installazione impianti a fonti rinnovabili;
-  Sistemi intelligenti per la gestione, utilizzo e monitoraggio dei consumi;
-  Sistemi di riuso degli scarti di produzione;
-  Investimenti mirati alla introduzione dei consumi idrici e riciclo dell’acqua;

Scadenza 15 novembre 2018

PER INFORNAZIONI

su assistenza pratica e/o progettazione dell'opera

tel. 347.3908774  -  e-mail:  caracciolo@piocaracciolo.it

Geom. CEE Pio Caracciolo
Certificatore Energetico Edifici (DPR 75/2013) 
Consulenze Energetiche e progettazioni
c.da Ponticello n. 10 - 87018 San Marco Argentano 
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Salve a tutti, da qualche giorno è stata pubblicata la bozza del decreto ministeriale Ecobunus relativo alla detrazioni fiscali per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici, e parte degli operatori del settore edilizio sono preoccupati per le conseguenze negative della potenziale riduzione degl'incentivi. Da una prima lettura la questione non mi è sembrata così drammatica, anzi, a mio avviso il settore potrebbe giovare di nuovi input, poiché si risolverebbero una parte delle criticità. Con il decreto, gli incentivi diventerebbero finalmente strutturali e non legati alla legge di bilancio che solitamente viene approvata gli ultimi giorni dell'anno ed anticipata dal solito "balletto" di cifre percentuali e su potenziali riduzioni o abrogazioni degl'incentivi stessi. L'attuale norma, poiché vige il criterio di cassa, per i privati rende necessario programmare i lavori, realizzarli e chiuderli entro l'anno. Andando oltre, qualora venissero apportate modifiche a ribasso alla norma,  si rischierebbe una riduzione o addirittura di non poter usufruire degl'incentivi stessi. Per esperienza personale, è capitato che per la preoccupazione di non fare in tempo a completare i lavori, si è rinunciato a parte dell'intervento o addirittura all'intervento stesso. Qualora entrasse in vigore il decreto, questo rischio non ci sarebbe.

Passiamo alla riduzione degl'incentivi. L'attuale norma applica una percentuale in base al tipo d'intervento senza limite di spesa. Quindi per esempio,  nel caso di sostituzione degl'infissi, con l'attuale norma, che il costo sia di 300 € o 3.000 € la detrazione sarà sempre del 50%. Nella bozza sono previsti due livelli di massimali legati alle zone climatiche di ogni comune e variano da un minimo di 350,00 €/mq ad un massimo di 450,00 €/mq. Nel massimale sono compresi la spesa per l'installazione, tutti i materiali, consulenza e quant'altro. Leggendo la tabella dei suddetti massimali ho eseguito una serie di simulazioni su varie tipologie d'interventi già realizzati quest'anno e l'anno scorso. Il margine è risultato sempre positivo ed, in alcuni casi, ancora di più. Sempre a mio avviso, restano comunque alcune criticità. Una di queste è che possono accedere solo i contribuenti soggetti all'imposta Irpef e la detrazione resterebbe ripartita in 10 rate annuali di pari importo. Sarebbe meglio ridurre il numero degli anni di recupero dell'incentivo e soprattutto dare la possibilità di accedere anche agl'incapienti, ovvero persone non soggette all'imposta Irpef, magari  con erogazione del tipo in conto capitale. Nel complesso la mia valutazione è buona, poiché, finalmente non si dovrà aspettare ogni anno la pubblicazione di guide e circolari, aggiornamenti di portali ed il "balletto" sopra citato. Tutte questione burocratiche che il cliente, non essendo pratico del settore, ha difficoltà a comprendere e scoraggiato, potrebbe optare per l'intervento in nero.

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Interventi di sostituzione incentivati con l'attuale norma e previsti nella bozza del decreto:

- Interventi per l'isolamento termico con coibentazione delle pareti esterne solai e tetti;

- Sostituzione infissi;

- Sostituzione del generatore con caldaie a condensazione classe A;

- Sostituzione del generatore con pompe di calore;

- Sostituzione del generatore con sistemi ibridi (combinato caldaia a condenzazione e pompa di calore);

- Sostituzione scaldacqua tradizionali con altri scaldacqua a pompa di calore;

- Sostituzione ed installazione del generatore con caldaie biomassa;

- Installazione collettori solari (solare termico) per la produzione di acqua calda; - Installazione di schermature solari;

L'incentivo continuerà a comprendere la demolizione del vecchio e la messa in opera del nuovo ipianto termico, così come per gli infissi, scaldabagno, caldaia a condensazione, tetto. Restano comprese le spese per la progettazione, cosulenza e quant'altro.

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CEE Pio Caracciolo
Certificatore Energetico Edifici (DPR 75/2013) 
Consulenze Energetiche e progettazioni
c.da Ponticello n. 10 - 87018 San Marco Argentano 
prov. Cosenza - Calabria

L'APE, già certificazione energetica, è un documento che descrive le caratteristiche energetiche di un singolo appartamento, edificio o un insieme di unità immobiliari, per esempio un condominio con impianto di riscaldamento centralizzato. Le informazioni contenute sono sostanzialmente di due tipi: la prima è analitica con numeri ed unità di misura. La seconda è quasi del tutto grafica, questa ha lo scopo di rendere immediatamente comprensibili le informazioni e capire, per esempio, che tipologia di immobile si sta acquistando o prendendo in affitto.

Il documento valuta il sistema energetico edificio/impianto e stabilisce la Classe Energetica. Nell'APE sono stimate una serie di caratteristiche, come la capacità dell'edificio di disperdere il calore, il rendimento dell'impianto e del generatore, il tipo di fonte energetica utilizzata (metano, GPL, legna, pellet, energia elettrica, fotovoltaico, solare termico, ecc.). Da questa valutazione si determina l'Energia primaria globale non rinnovabile (Epgl,nren ), misurata in kWh/mq anno. Questo valore è dato, sicuramente dal fabbisogno energetico per riscaldare l'edificio e produrre l'ACS, ma soprattutto dalla tipologia della fonte energetica, se di origine fossile o meno. Per esempio, un appartamento con una caldaia standard a metano, fonte energetica di origine fossile, avrà un Energia primaria globale Epgl quasi esclusivamente non rinnovabile quindi un importante immissione di CO2 (anidrite carbonica). Tutto questo determina una classe energetica bassa. Ora, esaminando lo stesso appartamento con un impianto simile ma un generatore del tipo pompa di calore, ci troveremo con un' Energia primaria globale Epgl,nren non rinnovabile inferiore rispetto a prima con un'immissione di CO2 più contenuta. Il motivo del miglioramento della prestazione è dovuto all'utilizzo dell'energia elettrica prelevata della rete nazionale e l'impiego di una pompa di calore che utilizza fonte di energia rinnovabile. Nei paragrafi successivi vi darò le indicazioni necessarie per comprendere l'importanza di quando scritto nell'APE.

Come leggere e comprendere l'APE

Prima pagina.

Nella parte superiore sono riportate le informazioni sulla destinazione d'uso, il numero delle unità immobiliari oggetto della certificazione e la motivazione. Scendendo troveremo i dati del fabbricato, la foto, l'identificativo catastale, l'indirizzo ed altri dati geometrici e climatici. Continuando troviamo il riquadro dei servizi energetici presenti facente parte del sistema edifici/impianto. Alla fine della pagina si trova la sezione Prestazione energetica globale e del fabbricato , che graficamente, come dicevo poco fa, da il senso della prestazione dell'immobile. Questa è composta da tre riquadri: il primo, Prestazione energetica del fabbricato, semplifica con delle faccine la prestazione energetica dell'immobile nel periodo invernale ed estivo ed è dato dalla qualità dell'involucro edilizio. Le faccine danno un'idea immediata se l'immobile è caldo d'inverno e fresco d'estate o viceversa. Le faccine possono essere contrastanti da una stagione all'altra, questa è la riprova che sono due aspetti diversi e vanno considerati e risolti con metodi diversi. Secondo riquadro, Prestazione energetica globale, qui troviamo la Classe Energetica, scala graduata con i 10 livelli, da A4 più efficiente a G meno efficiente, quindi il valore dell'energia primaria globale Epgl,n ren. La spunta indica che l'edificio è NZEB (Edificio ad energia quasi zero). Questa tipologia sono edifici quasi autonomi dal punto di vista energetico. Nonostante l'argomento sia interessante ed affascinante non mi dilungo, poiché meriterebbe un articolo a se. Terzo riquadro, Riferimenti, qui troviamo la classe energetica e l' Epgl,nren di un ipotetico edificio simile di nuova costruzione (Edificio di riferimento) con caratteristiche standard.

Seconda pagina

Sezione Prestazione energetica degli impianti e consumi stimati. Questa sezione riporta nella prima colonna le fonti energetiche utilizzate. Nella seconda i consumi annui stimati secondo un uso standard e nella terza l'Energia primaria globale non rinnovabile Epgl,nren e l'Energia primaria globale rinnovabile Epgl,ren , entrambi si misurano in kWh/mq anno.    L'Epgl,ren e prodotta chiaramente da fonti energetiche rinnovabili, sempre nella stessa colonna le emissioni di CO2 espresse in kg/mq anno. In basso nella stessa pagina troviamo la sezione. In basso nella stessa pagina troviamo la sezione Raccomandazioni, la norma obbliga il tecnico certificatore a raccomandare almeno un intervento migliorativo di riqualificazione energetica, questi porterebbero ad una riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di CO2. Sullo stesso rigo segue il tempo di recupero dell'investimento e la classe energetica raggiungibile.

Terza pagina

Qui i dati, relativi all'eventuale energia elettrica esportata (esempio imp. fotovoltaico connesso alla rete). Dettagli sul fabbricato, volume lordo riscaldato, superficie disperdente e rapporto S/V, ed altri fattori. Nel riquadro successivo, Dati di dettaglio degli impianti, troviamo un'altra tabella. Nella prima colonna è descritto il servizio energetico, per esempio climatizzazione invernale, o ACS piuttosto che produzione da fonti rinnovabili. Nella colonna successiva e stessa riga troviamo il tipo d'impianto, per esempio caldaia a condensazione o pompa di calore, e sempre sulla stessa riga altri dati come l'anno d'installazione del generatore o dell'impianto, il codice catasto termico, la fonte energetica impiegata, le potenza del generatore, l'efficienza media stagionale ed infine i dettagli su Epgl,nren e l'Epgl,ren , l'energia primaria globale non rinnovabile e rinnovabile per singolo impianto. I dati riportati su quest'ultima tabella sono importanti come gli altri, ma al profano danno possibilità di valutare nel dettaglio i singoli impianti, i relativi consumi, potenze, efficienza, energia primaria non rinnovabile e rinnovabile.

 

Quarta pagina

Nella prima sezione, Informazioni sul miglioramento della prestazione energetica, il tecnico certificatore indicherà le opportunità come incentivi statali o locali legati ad interventi di riqualificazione energetica e ristrutturazioni importanti. Per esempio l'Ecobonus, Conto Termico e detrazione fiscale in genere. Nelle sezioni successive troveremo i dati del tecnico certificatore seguiti da una serie di dichiarazioni come: dichiarazione d'indipendenza, di aver effettuato un sopralluogo sull'edificio (obbligatorio), di aver usato un software conforme alla normative ed in fine la dichiarazione sostitutiva di atto notorio e la firma del tecnico certificatore con allegata una copia del documento d'identità del tecnico stesso.

Ultima pagina

Nell'ultima pagina sono riportate la legenda ed alcune note che potrebbero essere importanti per comprenderne ulteriori aspetti dell'APE.

Da tenere presente che il tecnico certificatore è obbligato ad effettuare un sopralluogo, un APE redatto senza il sopralluogo sarebbe nullo e potrebbe compromettere l'eventuale contratto di compravendita, locazione o altro. La validità dell'APE è 10 anni salvo modifiche sull'involucro e/o sull'impianto termico. Potrebbe compromettere la validità anche la carenza di manutenzione sull'impianto termico, per esempio non effettuando i controlli periodici previsti dalle norme.

Spero che l'articolo sia stato esaustivo e prima di salutarvi vi rinnovo la mia disponibilità per eventuali chiarimenti.

CEE Geometra Pio Caracciolo
Consulente e certificatore Energetico Edifici
contrada Ponticello n. 10 - 87018 San Marco Argentano (CS)
tel. 347.3908774   e-mail: geometracaracciolo@gmail.com

A.P.E. da 99 € !

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Uffa la muffa. - Facile e conveniete detrazione fiscale - Semplice riqualificazione energetica.   -   Ecobonus 2018 risparmio energetico sugli edifici. Bollette gas e luce.

L'immaggine con la persona, è stata prelevata dal web, e non è riconducibile all'attività del professionista.

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Soluzione semplice e definitiva

L’inverno è ormai passato e come ogni anno si è ripresentata all’interno di casa vostra la muffa; in bagno, in camera da letto, in cucina, oppure altre stanze . Nei prossimi mesi vi tocca nuovamente chiamare l’imbianchino per ritinteggiare, con  tutto ciò che ne consegue, polvere, teli e ripulire tutto. La domanda che vi ponete è sempre la stessa: perché la muffa si ripresenta puntualmente e come posso eliminarla definitivamente? Ammetto che l'argomento è complesso, ma come al solito affinchè sia comprensibile, sopratutto ai non addetti, eviterò il più possibile tecnicismi, quindi spero di riuscire nell’intento e che possa rispondere alla vostra domanda.

Perchè si forma la muffa

Vediamo innanzitutto di capire perché si forma la muffa. Molti attribuiscono il fenomeno al fatto che le pareti non respirano più. Niente di più sbagliato! Le pareti non respirano e mai hanno respirato. La muffa è una conseguenza della condensa superficiale che si genera in “particolari” condizioni e punti delle pareti che confinano con l’esterno e di solito poco arieggiate. Su questi punti il flusso termico è maggiore, tecnicamente si chiamano  ponti termici, che si dividono in due tipi:

  1. Il primo è legato alla forma dell’involucro del vano, come la variazione della geometria, per esempio in corrispondenza degli angoli, come le giunzione tra soffitto e parete o tra pavimento e parete oppure tra parete e parete, altro punto critico è in corrispondenza dell’infisso;
  2. Il secondo è legato alla struttura o meglio alla disomogeneità del materiale che compone la parete o solaio. Tipico fenomeno nelle strutture intelaiate in cemento armato e pareti in laterizio. Per esempio le giunzioni tra pilastri o travi e parete in laterizi. Nulla toglie che nello stesso punto possono coincidere entrambe le tipologie di ponte termico.

Ora vediamo come fa a generasi il ponte termico. A questo punto sono chiare due cose: la prima è che in  corrispondenza del ponte termico aumenta la portata del flusso termico verso l’esterno, quindi aumenta la dispersione termica. La seconda è che in corrispondenza del ponte termico si abbassa la temperatura superficiale della parete interna. Resta da considerare un altro elemento che è fondamentale; questo è l’umidità o meglio il vapore acqueo all’interno di casa (normale se la casa è abitata). Ora se il vapore acqueo entra in contatto con il ponte termico, che è più freddo del resto della parete, si forma la condensa superficiale. Dalla condensa alla muffa la strada è breve.

Quali rimedi

Il mercato offre diverse soluzioni come pitture miracolose che dovrebbero risolve definitivamente il problema, ma niente di più inefficace, prima o poi si ripresenterà. Lo stesso succede con l’utilizzo di deumidificatori o ventilatori. La soluzione sicura e definitiva è quella di correggere il ponte termico. Bisogna posare sul ponte termico, lato interno o esterno, uno strato d’isolante in modo da limitare il flusso termico ed evitare che la temperatura superficiale si abbassi particolarmente.

Chiaramente, affinché l’intervento possa essere effettuato con la certezza di risolvere definitivamente il problema, deve essere elaborato secondo la norma UNI TS 11300-1:2014  specifica le norme per il calcolo dei ponti termici, le norme UNI EN ISO 10211:2008 e UNI EN ISO 14683:2008 specifica le modalità di calcolo. Questo cosa significa, che per risolvere il problema è meglio non improvvisare. Per prima cosa è fondamentale effettuare un’analisi termografia della parete con termo camera, in modo da individuare con certezza la dimensione del ponte termico; e per secondo con un software simulatore elaborare la soluzione più indicata facendo le opportune verifiche. Nell'immagine accanto un esempio di calcolo e simulazione di correzione di ponte termico con software specifico, vediamo che in questo caso con un isolante posto all'esterno della parete si risolve il problema. Nelle foto fatte con termocamere si vedono chiaramente i punti critici (il colore tendente al rosso  indica la maggiore dispersione). Nella prima si distingue l’intelaiatura in cemento armato (travi, pilastri, solaio). Nella seconda è riferita ad un solaio e si distinguono chiaramente i travetti in cemento armato dalle pignatte in laterizio e la trave.

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Effetti negativi causati dai ponti termici

Gli aspetti negativi sono diversi:

  • Dispersione termica, conseguente consumo di combustile (l’incremento di consumo potrebbe raggiungere ed in alcuni casi superare il 20% in più);
  • Riduzione del comfort termico dovuto alla differenza di temperature tra parete e ponte termico;
  • Aspetti igienici e sanitari. La muffa potrebbe provocare allergie, infezioni delle vie respiratorie, dermatiti, ed altri problemi.

Facendo riferimento agli articoli precedenti questa tipologia d'intervento potrebbe usufruire delle detrazione fiscali previste dalla legge finanziaria 2018.

Spero che questo mio piccolo contributo sia stato di vostro gradimento ed utilità.

Chi volesse effettuare un’analisi mediante termo camera, oppure chiarimenti può contattarmi senza impegno.

Grazie per l’attenzione

Pio Caracciolo CEE (DPR 75/2013)

Certificatore e Consulente Energetico - Progettazione - APE -  Diagnosi energetiche - San Marco Argentano, Cosenza, Calabria

 

Ristrutturazioni edilizie e detrazioni fiscali

Da qualche giorno l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la nuova guida per le agevolazioni fiscali sulle Ristrutturazioni edilizie di edifici residenziali, meglio conosciute come “detrazioni fiscali”. Il bonus è pari al 50% del costo complessivo dei lavori ed è distribuito in dieci rate annuali di pari importo. Attualmente, oltre a questa detrazione, la legge finanziaria prevede altre agevolazioni che riguardano sempre gli immobili ad uso residenziale. Ecco un breve accenno:

Ecobonus, detrazione che va dal 50% al 65% e che si applica agli interventi di riqualificazioni energetiche degli edifici;

Sisma bonus per la messa in sicurezza antisismica; se migliora la classe, la detrazione può raggiungere l’85% ed è ripartita in 5 anni anziché 10.

Bonus mobili ed elettrodomestici, la detrazione del 50% riguarda l’acquisto di mobili ed elettrodomestici destinati ad arredare l’immobile oggetto della ristrutturazione.

Torniamo alle Ristrutturazioni edilizie. Questa detrazione del 50%, la maggior parte delle volte, non viene sfruttata appieno, perchè vengono considerati come pertinenti solo alcuni interventi, a discapito di altri che “sfuggono”, a causa di una superficiale interpretazione della normativa, ma posso assicuravi che il campo è davvero vasto ed i benefici sono notevoli. Gli unici lavori non detraibili sono quelli su edifici di nuova costruzione.

Vediamo cosa è ed in cosa consiste la detrazione fiscale del 50%

Si può usufruire dell’agevolazione per i lavori effettuati sulle singole abitazioni censite in Catasto e su tutto l’edificio comprese la parti comuni, come i condomìni. Per i lavori eseguiti dal 26.06.2012 fino al 31.12.2018, il limite massimo di detrazione è di 96.000 euro. L’agevolazione consiste nella detrazione del 50% sull’importo dei lavori ed è ripartita in 10 anni in rate annuali di pari importi.

Chi può usufruire della detrazione

Possono usufruire dell’incentivo tutte le persone che percepiscono un reddito e sono assoggettate all’imposta Irpef. L’incentivo, oltre che ai proprietari dell’immobile, spetta anche agli usufruttuari, nudi proprietari, a chi ne fa uso: possessori, locatari, nonché il coniuge, familiare convivente, componente dell’unione civile (legge n. 76/2016), convivente more uxorio.

Interventi per cui è possibile usufruire dell’agevolazione fiscale

Vi elenco gli interventi principali su cui è possibile usufruire della detrazione fiscale. Come ho già detto, essi vengono considerati per i lavori sulle singole abitazioni, anche rurali, edifici residenziali e parti in comune come condomìni.

  • Manutenzione straordinaria come installazioni di ascensori e scale di sicurezza, realizzazione e miglioramento dei servizi igienici, sostituzione infissi e serramenti esterni, rifacimento di scale, recinzione dell’area privata, interventi finalizzati per il risparmio energetico (Per questi interventi conviene la detrazione Ecobonus che può raggiungere il 65%);
  • Interventi di restauro e risanamento conservativo che possono essere mirati all’eliminazione ed alla prevenzione di situazioni di degrado;
  • Ristrutturazione edilizia, sono quegli interventi che posso trasformare il fabbricato.  Esempio: modifica della facciata, trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda, apertura di nuove porte e finestre, variazione degli spazi interni, rifacimento pavimenti;
  • Interventi finalizzati a prevenire atti illeciti, come cancelli o recinzioni, porte blindate, grate alle finestre, impianti di video sorveglianza ed antintrusione, installazione casse forti;
  • Interventi di risparmio energetico come per esempio l’installazione dell’impianto fotovoltaico purché a servizio dell’abitazione su cui è installato, isolamento termico delle pareti, solaio e tetto (la detrazione può raggiungere il 65% con Ecobonus);
  • Interventi di misure antisismiche, per queste spese la detrazione può raggiungere anche l’85% fino al 31.12.2021 (Sisma Eonus);
  • Bonifica dall’amianto;
  • Opere rivolte ad evitare infortuni domestici;

Sono ammesse anche le spese di progettazione e consulenza, le prestazioni professionali, nonchè quelle per al messa a norma dell’impianto elettrico e del gas.

È chiaro che, per ottenere le agevolazioni, è necessario attenersi ad alcune prescrizioni come per esempio munirsi di regolare titolo edilizio (CILA, SCIA, DIA, ecc.) quando necessita, e, quando prevista, anche la comunicazione preliminare all’ASL. Da quest’anno, con la legge di bilancio 2018, è stato introdotto, al fine di valutare e monitorare il risparmio energetico degli edifici l’obbligo di trasmettere all’ENEA  le informazioni sui lavori effettuati (procedura simile a quella relativa alla riqualificazione energetica degli edifici).

Un altro aspetto importante, anzi fondamentale, è quello dei pagamenti delle fatture. Essi devono avvenire con bonifico bancario o postale. Sempre nell’ambito di ristrutturazione delle abitazioni, è prevista l’agevolazione sull’IVA che passa dal 22% al 10%.

Altre agevolazioni sono previste per l’acquisto e la costruzione di box e posti auto, acquisto o assegnazione di immobili già ristrutturati, ed interessi passivi dei mutui per la ristrutturazione di casa.

Con l’esperienza, ho potuto constatare che, in alcuni casi, si rischia di fare confusione su cosa si può detrarre al 50% ed al 65%, su quale aliquota IVA applicare  (22% oppure 10%) o addirittura su altre forme di pagamento diverse dal bonifico, ovviamente, non idonee. Il più delle volte, il tutto è frutto dell’approssimazione, non sempre imputabile a chi decide di fare i lavori.

 Ho appena descritto, in linea di massima, i lavori detraibili. Vi assicuro che le voci specifiche di tutti i lavori sono più di 200, e, spesso, le percentuali di detrazione sono diverse. Il tecnico (geometra, ingegnere, ecc.) ascolta le esigenze del cliente, lo consiglia ed in anticipo prospetta la spesa di massima dei lavori da realizzare e le possibili detrazioni fiscali ottenibili. Dopo questo, sempre lui,  elabora il titolo edilizio specifico completo di tutte le relazione tecniche, verifiche di legge previste, gli schemi e planimetrie, il tempo di recupero delle spese per i lavori, le eventuali autorizzazioni e quant’altro. Tutto questo affinché il cliente possa avere lavori di alta qualità ed usufruire al meglio delle agevolazioni fiscali previste. Nella tabella Tabella detrazione fiscali è riportato un esempio di detrazioni fiscali con il confronto delle due diverse aliquote IVA la quota annuo di detrazione.

Come al solito prima di ringraziarvi vi ricordo che sono a vostra disposizione senza impegno per chiarimenti o semplice curiosità.

Grazie per l'attenzione ed a presto.

 Pio Caracciolo Geometra CEE (DPR 75/2013)

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Salve, in questo articolo cercherò di esporre in modo semplice cos'è la riqualificazione energetica di un edificio e quali sono i potenziali benefici.

Per riqualificazione energetica si intende  un intervento o una serie di interventi che permettono di migliorare le prestazioni energetiche di un edificio esistente. In pratica, i suddetti interventi permettono di ridurre i consumi energetici e migliorare il livello di comfort per chi vive, lavora o semplicemente frequenta l’edificio. Essi possono interessare sia l’involucro che l’impianto per la climatizzazione ed in alcuni casi anche l'illuminazione.

Riguardo all’involucro si interviene su pareti, solai, infissi, e tutto ciò che delimita l’ambiente riscaldato con l’esterno o altri ambienti non riscaldati come cantine, seminterrati, vani scale, soffitte, ecc.. Lo scopo è ridurre il flusso termico, evitando così che il calore si disperda dall’interno dell’ambiente climatizzato all’esterno per il periodo invernale, e viceversa per il periodo estivo. Questo è un fenomeno fisico che è impossibile eliminare ma sicuramente si può contenere migliorando l’isolamento delle pareti e dei solai esterni, oppure sostituendo gli infissi esistenti con altri di caratteristiche migliori. Per le pareti la soluzione più diffusa è l’isolamento a cappotto. I benefici derivanti da questo tipo d’intervento sono la riduzione della dispersione termica con conseguente risparmio sulla bolletta, il miglioramento del comfort (caldo d’inverno e fresco d’estate), un contenimento notevole dei ponti termici (con eliminazione della condensa e conseguente muffa all’interno dell’abitazione).  L'intervento potrebbe coincidere anche con un miglioramente acustico.

Ora passiamo agli interventi di riqualificazione energetica sull’impianto di climatizzazione. Questi potrebbero essere diversi, e, come per l’involucro, non necessariamente devono interessare tutto l’impianto: per esempio sostituendo il vecchio generatore con uno di nuova generazione (caldaia a condensazione, pompa di calore, caldaia a biomassa) miglioriamo il controllo  climatico (cronotermostato, valvole termostatiche sui radiatori, ecc.) e si avrà una riduzione dei consumi. Sicuramente una sostituzione integrale, (oltre che del generatore, anche delle tubazioni esistenti con altre isolate, e terminali più efficenti) migliotrerà ulteriormente i benefici sulla prestazione energetica dell’edificio.

Per ottenere i miglioramenti, non necessariamente devono essere realizzati tutti gli interventi che ho menzionato, ne bastano uno o alcuni, ovviamente i benefici sono limitati.

E’ chiaro che riqualificazione energetica di un edificio vuol dire, anche e soprattutto, impiego di energia prodotta da sistemi che utilizzano fonti rinnovabili, come il solare termico per la produzione di ACS (acqua calda sanitaria), il solare fotovoltaico per produzione ed accumulo di energia elettrica, le pompe di calore per riscaldare, raffrescare e produrre ACS.

Il profano si pone, giustamente, la domanda: come è possibile stabilire quale intervento fare e soprattutto quanto risparmio, quindi in quando tempo recupero i soldi spesi?

La soluzione è rivolgersi ad un professionista specializzato che per prima cosa effettua una diagnosi energetica del vostro edificio, appartamento, ambiente di lavoro o altro. Da questa emergono tutte le “debolezze energetiche”.  Vengono individuati gli interventi per migliorare la prestazione e ridurre la spesa energetica. Si  calcola così anche il temo di recupero dell’investimento.

Ipotizzare un intervento senza una diagnosi energetica è come brancolare nel buio. Si rischia di realizzare lavori non necessari con conseguente scarso beneficio ed inutile spesa. Il costo di una diagnosi energetica per un appartamento non è esorbitante, tutt’altro.

In ultimo, ma non per importanza, tutti questi interventi consentono un contenimento dei consumi energetici ed una riduzione di immissioni di CO2 nell’ambiente. E’ sempre auspicabile l’energia da fonti rinnovabili per aumentare i vantaggi. Bisogna, inoltre ricordare che l’attuale normativa nazionale prevede, per questi tipi d’interventi, incentivi, sia sotto forma di detrazione fiscale, la cui percentuale varia dal 50% al 65% (per i condomini può arrivare al 75%) della spesa sostenuta, che con il Conto Termico che incentiva tramite contributo la produzione di energia da fonti. Questo contributo può raggiungere anche il 65% sempre della spesa sostenuta.

In questo articolo, rivolto a tutti ma soprattutto ai non addetti ai lavori, che nella vita si occupano di tutt’altro,  ho descritto cos’è, e quali sono gli intervento di riqualificazione energetica, tralasciando volutamente i dettagli tecnici e normativi.

Se l'articolo ha suscitato in voi interesse e volete maggiori informazioni, o anche un preventivo senza impegno per una diagnosi energetica, sono a vostra disposizione. Grazie ed a presto.

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Geometra Pio Caracciolo Certificatore e Consulente Energetico

Anche per quest’anno, il 2018, e possibile usufruire per le spese di riqualificazione energetica della detrazione fiscale. Rispetto all'anno appena passato sono cambiate alcune cose. Riguardo la detrazione del 65% l’intervento deve rispettare i requisiti del DM 11/03/2008 e migliorare, quindi ridurre, di almeno il 20% il fabbisogno di energia primaria. Scendiamo un po nei dettagli senza troppi termini tecnici.

Interventi che usufruiscono dell’Ecobonus del 65%

  • Sostituzione parziale o integrale di impianti per la climatizzazione invernale, in pratica impianti termici, con impianti dotati di caldaie a condensazione di efficienza pari alla classe A di prodotto Regolamento Delegato (UE) n. 811/2013 del 18 febbraio 2013, pompe di calore ad alta efficienza ed impianti geotermici a bassa entalpia, contestuale ad installazione di sistemi di termoregolazione evoluti;
  • Installazione pannelli solari termici per la produzione di acqua calda;
  • Installazione dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento;
  • Sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore;
  • Isolamento delle pareti e solai esterni e tetti (sempre con valori di trasmittanza termica stabiliti dal DM 11/03/2008 e s.m.i.).

Interventi che usufruiscono dell’Ecobonus del 50%

  • Sostituzione infissi (sempre con valori di trasmittanza termica stabiliti dal DM 11/03/2008 e s.m.i.);
  • Acquisto di schermature solari;
  • Sostituzione impianti per la climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a biomassa e caldaie a condensazione con efficienza pari alla classe A di prodotto Regolamento Delegato (UE) n. 811/2013 del 18 febbraio 2013;

Cosa vuol dire sostituzione parziale, in pratica significa la sola sostituzione della vecchia caldaia, poi se alla sostituzione della caldaia installiamo un sistema di termoregolazione evoluto (cronotermostato e valvole termostatiche di ultima generazione) la detrazione è del 65%, altrimenti per la sola caldaia la detrazione è del 50%.

Ecobonus per condomini dal 65% al 75% per la riqualificazione energetica

Come per la finanziaria del 2017 le agevolazioni per i condomini restano fino al 2021. La detrazione del 65% è prevista per gli interventi sulle parti comuni dell’edificio condominiali che interessano almeno il 25% dell’involucro.  La detrazione sale al 70% se i lavori interessano più del 25% dell’involucro. Può salire ancora fino al 75% se il miglioramento della prestazione energetica invernale ed estiva consegue la qualità media prevista dal DM 26/06/2015. È chiaro che i lavori devo essere progettati e certificati da tecnici abilitati e specializzati.

Interventi congiunti nei condomini

Nei condomini per gli interventi congiunti di efficientamento energetico e sicurezza antisismica dove si abbassa di un punto la classe di rischio sismico la detrazione è dell’80%. Se si abbasa di due classi la detrazione sale fino all'85%.

La detrazione, a prescindere dalla percentuale, si applica sull’Imposta del reddito delle persone fisiche IRPEF o sull’Imposta del reddito delle società IRES e si ripartisce in dieci quote annuali di pari importo.

Cessione del credito alle banche o istituti finanziari

Da quest’anno i contribuenti incapienti (che non hanno reddito) fino al 31 dicembre 2018, potranno cedere il loro credito d’imposta per lavori effettuati sulla propria unità immobiliare a banche o intermediari finanziari.

Adempimenti per accedere alla detrazione fiscale

  • Progetto di un tecnico abilitato (dove previsto dalle norme) completo di schemi e relazione tecnica ai sensi del DL 192/2005 e s.m.i.
  • Asseverazione di un tecnico abilitato; il tecnico deve attestare che l'intervento è stato eseguito in rispondenza ai requisiti richiesti dalle norme e che i lavori sono stati eseguiti in conformità al progetto che il direttore del lavori presenta al Comune ai sensi del DL 192/2005 e s.m.i.
  • Sostituzione infissi e caldaia a condensazione, installazione pannelli solari l'asseverazione può essere sostituita da una certificazione fornita dal produttore.
  • Attestato di Prestazione Energetica, tranne per la sostituzione degl'infissi nelle singole unità immobiliare e l'installazione di pannelli solari non è richiesto l'APE, mente e previsto per tutti gli altri interventi (sostituzione del generatore, dell'impianto, isolamento pareti, solai e tetto, ecc.).
  • Entro 90 gg dalla fine lavori, tramite il portale va trasmessa all'ENEA la scheda informativa.

Incentivo Conto Termico fino al 65%

il Conto Termico è un'alto incentivo statale, esso è regolametato dal DM 16/02/2016 . L'incentivo è previsto per la sostituzione del vecchio generatore, quindi caldaia, cominetto, termocamino, stufa, ecc.  con un nuovo generatore del tipo stufe o caldaie a biomassa, termocamini, pompe di calore, generatori ibridi, scalda acqua a pompa di calore, chiaramente per poter accedere all'incentivo CT il nuovo generatore deve avere determinati requisiti minimi stabiliti dallo stesso DM. Sempre il Conto termico incentica l'installazione di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda. L'incentivo va richiesto al GSE e può raggiungere fino al 65% dell'importo speso. A differenza della detrazione fiscale non si applica sull'imposta IRPEF ma viene erogato direttamente dal GSE mediante bonifico, se l'importo è inferiore a cinquemila euro l'erogazione è in unica soluzione dopo 60 giorni dalla richiesta, altrimenti in due anni (due rate d'importo uguale). Le condizioni per accedere sono che l'immobile deve essere chiaramente accatastato e  che possono chiederlo oltre che il proprietario, usufruttuario e locatario anche se i soggetti sono incapienti (che non hanno reddito).

Quale è la stada giusta per accedere agli incentivi

Un Consulente Enegetico Specializzato vi consiglia l'intervento più conveniente da fare, sia dal punto di vista tecnico che economico. Programma e se previsto progetta l'opera, tenendo condo delle norme vigenti. Per ogni tipologia d'intervento ci sono delle stime tecniche ed energetiche ben precise da fare sopratutto prima di iniziare i lavori, e poi chiarisco che sono detraibili anche le spese per prestazioni professionali così come le opere connesse.

Se state pensando di effettuare a casa vostra del lavori di riqualificazione energetica, nei prossimi giorni scriverò un articolo dove tratterò i passi necessari da fare. Nel frattempo se volete togliervi qualche dubbio o avete bisogno di chiarimenti o dettagli, potete contattarmi senza alcun impegno lasciando vostro  nome e la mail.

Vi ringrazio per l'attenzione a presto.

Geometra Pio Caracciolo, Consulente e Certificatore Energetico Edifici  (DPR 75/2013 - n. CEE 201501005). San Marco Argentano (CS)

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A partire dal mese di luglio 2019, le famiglie e i clienti non domestici dovranno passare al mercato libero. Per effetto della legge sulla concorrenza cesserà il servizio di maggior tutela, scelto da milioni di clienti e si passerà al libero mercato per tutti.

Sintetizzo cos'è il servizio di maggior tutela per luce e gas.

Un contratto a maggior tutela significa avere tariffe applicate ai consumi e condizioni economiche contrattuali regolate e tutelate dall'Autorità per l'Energia (AEEGSI). Queste tariffe comprendono non solo la distribuzione ed il trasporto dell’energia elettrica o gas ma anche il prezzo di compravendita dal produttore al cliente finale.

Nel mercato libero il prezzo di compravendita viene deciso dai fornitori in ambito di concorrenza. In pratica il fornitore può applicare le tariffe che meglio crede e fare concorrenza ad altri fornitori.

In sintesi nel servizio di maggior tutela è l'Autorità a fissare il prezzo del mc di gas e del kWh elettrico in base alle quotazioni sul mercato internazionale garantendo trasparenza su tariffe e condizioni, e non permette tariffe variabili in base all’esigenze di una famiglia o azienda in quando le tariffe sono distinte solo tra clienti domestici e non domestici.

Se vi interessa conoscere quali sono i fornitori che offrono le migliori tariffe basta lasciare un semplice commento.

Esempio, “sono interessato alle migliori tariffe”, seguito dal solo codice avviamento postale (CAP) di residenza e poi compilare la scheda (basta solo il nome senza cognome e la mail).

Grazie e buona giornata